ALLA SCOPERTA DI CARLOS BERLOCQ, DA RIO DE JANEIRO A GENOVA
A sera inoltrata intervisto Carlos Berlocq o meglio dialogo amichevolmente con Charly: e’ un giocatore sempre disponibile, un gladiatore della terra rossa. Gli chiedo se abbia sofferto il viaggio l’ ho visto in difficolta’ al primo incontro, lui sorride e poi ammette una prima fatica dovuta al fuso orario rispetto all’ Argentina che rimane a -5 ore dall’ italia; continua alzando gli occhi al cielo e con un sorriso mi dice che anche i quarti non sono stati poi così facili: “Il livello dei giocatori di questo torneo e’ sempre piu’ difficile”, spiega . Parla della sua famiglia e dei suoi due piccoli: la piu’ grande nel 2009 era appena nata e Charly dedico’ il secondo posto all’ Aon Open Challenger Memorial Giorgio Messina proprio a lei. Mi racconta che il figlio piu’ piccolo e’ un appassionato del tennis e che alle Olimpiadi di Rio era difficile distoglierlo dalle partite. Parliamo di Federer mi sembra, lui sorride e aggiunge: “Riesce a far sembrare semplici anche le cose più difficili”. Si congeda è tardi e domani la partita sarà difficile. Obiettivo la finalissima e sappiamo che Charly non mollerebbe all’ avversario neppure un punto e lo spettacolo di gioco sarebbe garantito. (DI PAOLO CRESTA)




